Osservatorio Infortuni

REPORT · MORTI SUL LAVORO

Lavori più pericolosi in Italia: settori e cause delle morti sul lavoro

Ultimo aggiornamento: . Fonte: INAIL, archivio Infor.MO, casi mortali analizzati 2014-2024.

Quali sono i lavori più pericolosi in Italia?

Nei casi mortali analizzati da Infor.MO 2014-2024 (2.617 casi) i settori in testa sono agricoltura (735 casi) e costruzioni (705), quasi appaiate sul periodo. Dal 2021, però, le costruzioni sono il settore con più casi ogni anno. La causa singola più frequente è la caduta dall'alto: 829 casi, quasi un caso su tre.

Attenzione al perimetro: l'archivio Infor.MO approfondisce 2.617 casi sul totale di 14.051 denunce con esito mortale del periodo (18,6%). È il campione più ricco disponibile su cause e dinamiche, non il censimento di tutte le morti sul lavoro.

In breve

  • 2.617 casi mortali analizzati da Infor.MO nel 2014-2024, su 14.051 denunce (18,6%)
  • Agricoltura (735) e costruzioni (705) davanti a tutti; costruzioni in testa dal 2021
  • Caduta dall'alto di persona: 829 casi, 31,1% delle dinamiche registrate
  • Le prime tre dinamiche (caduta di persona, ribaltamento, caduta di gravi) coprono il 62,7%
  • 45,8% dei fattori causali riconduce all'attività dell'infortunato; dominano gli errori procedurali estemporanei
  • Nel 2024: 63% delle vittime aveva oltre 3 anni di esperienza; 21 casi su 249 riguardano lavoratori irregolari

Che cos'è Infor.MO e perché questi numeri non sono tutti i morti sul lavoro

Infor.MO è l'archivio pubblico di INAIL che raccoglie gli infortuni sul lavoro analizzati in profondità: per ogni caso vengono ricostruiti dinamica, fattori causali, profilo del lavoratore e dell'azienda. Non tutti i decessi denunciati entrano nell'archivio: l'analisi è lunga e il database si popola con il ritardo delle indagini. Nel periodo 2014-2024 i casi analizzati sono 2.617 su 14.051 denunce (18,6%), con una copertura che si aggira intorno ai 200-265 casi l'anno.

Questo report usa l'archivio perché è la fonte che dice perché si muore, non solo quante volte: settori, cause e profili. I totali nazionali INAIL restano il riferimento per il quadro generale.

I settori più pericolosi: agricoltura e costruzioni in testa

Sul totale 2014-2024 agricoltura e costruzioni sono quasi appaiate: 735 contro 705 casi, insieme quasi il 61% delle voci con settore registrato. Molto più staccati trasporti (195) e metallurgia (155). L'andamento nel tempo, però, racconta un cambio di passo: l'agricoltura è in testa fino al 2018, poi cala; dal 2021 le costruzioni la superano e non la lasciano più indietro.

Settori per casi mortali analizzati, periodo 2014-2024. Quote calcolate sulle 2.381 voci con settore registrato (91% dei casi); per 236 casi il settore non è attribuito.
SettoreCasiQuota
Agricoltura, caccia e silvicoltura73530,9%
Costruzioni70529,6%
Altri comparti30312,7%
Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni1958,2%
Metallurgia, fabbricazione prodotti in metallo1556,5%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazioni954,0%
Altri servizi pubblici, sociali e personali672,8%
Fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici461,9%
Prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi401,7%
Industria del legno e dei prodotti in legno401,7%
Costruzioni vs agricoltura, casi per anno: l'agricoltura guida fino al 2018, le costruzioni dal 2021.
AnnoCostruzioniAgricoltura
20146279
20157579
20167282
20175774
20186169
20195345
20204966
20217973
20226062
20236954
20246852

Le cause: cosa uccide di più

La caduta dall'alto di persona è la dinamica più frequente: 829 casi, quasi un terzo delle 2.667 voci registrate. Insieme al ribaltamento di veicoli o mezzi (480) e alla caduta dall'alto di gravi (364) copre il 62,7% del totale. Sono eventi concentrati nei luoghi di lavoro con lavori in quota o movimentazione di mezzi: cantieri, agricoltura, trasporti.

Dinamiche più frequenti nei casi mortali analizzati, 2014-2024. Quote sulle 2.667 voci con dinamica registrata.
DinamicaCasiQuota
Caduta di persona dall'alto82931,1%
Ribaltamento di veicolo o mezzo di trasporto48018,0%
Caduta dall'alto di gravi36413,6%
Contatto con oggetti o mezzi in movimento2278,5%
Avviamento intempestivo di veicolo, macchina, attrezzatura1836,9%
Contatto con organi lavoratori in movimento1445,4%
Proiezione di solidi913,4%
Contatto elettrico diretto883,3%
Sviluppo di fiamme421,6%

Il confronto con l'anno precedente aiuta a leggere la direzione: nel 2024 la caduta di persona è calata (97 casi nel 2023, 74 nel 2024) mentre crescono il contatto con organi lavoratori in movimento (8 → 17) e il contatto elettrico diretto (1 → 10). Sono variazioni su numeri piccoli, da seguire nel tempo, non ancora trend consolidati.

I fattori causali e i problemi di sicurezza

Nei 5.106 fattori causali registrati, il 45,8% riconduce all'attività dell'infortunato: non la fatalità, ma ciò che la persona stava facendo e come. Seguono utensili, macchine e impianti (18,1%) e ambiente (14,6%). Tra i problemi di sicurezza più citati nel 2024 dominano gli errori procedurali estemporanei (decisioni prese sul momento, senza procedura seguita) e le carenze di formazione o addestramento, più delle mancanze strutturali come barriere o parapetti assenti.

Tipologie di fattori causali, 2014-2024. Totale: 5.106 fattori.
TipologiaFattoriQuota
Attività dell'infortunato233945,8%
Utensili, macchine, impianti92418,1%
Ambiente74714,6%
Attività di terzi5059,9%
Dispositivi di protezione individuale e abbigliamento4148,1%
Materiali1773,5%

I problemi di sicurezza più citati nel 2024: uso errato di attrezzatura come azione estemporanea (66 casi), altri errori di procedura estemporanei (60), uso errato di attrezzatura legato a formazione o addestramento (23) e assenza di barriere, protezioni o parapetti (23).

Il profilo delle vittime: chi muore sul lavoro

Il profilo dei 249 casi del 2024 smentisce un luogo comune: non muoiono soprattutto i neoassunti. Il 63% delle vittime aveva oltre tre anni di esperienza nel ruolo. Tra i rapporti di lavoro prevalgono i dipendenti a tempo indeterminato (93 casi), ma il peso di autonomi, coadiuvanti familiari e lavoratori irregolari (21 casi) è molto più alto della loro incidenza sull'occupazione complessiva. Dove la dimensione dell'azienda è indicata, quasi la metà dei casi (60 su 124) riguarda imprese da 2 a 9 addetti: le microimprese, quelle con meno risorse dedicate alla prevenzione.

Dimensione aziendale dei casi 2024, quote sui 124 casi con dato indicato (per 125 il dato non è presente).
Dimensione aziendaCasiQuota
Da 2 a 9 addetti6048%
Da 10 a 49 addetti2520%
1 addetto1613%
Da 50 a 249 addetti1310%
250 addetti e oltre108%

Il dettaglio completo per anzianità, rapporto di lavoro, sesso e territorio è esplorabile nella pagina Analisi delle cause, dove ogni dimensione è selezionabile per anno.

FAQ

Quali sono i lavori più pericolosi in Italia?

Nei casi mortali analizzati dall'archivio Infor.MO (2014-2024) guidano agricoltura (735 casi) e costruzioni (705), davanti a trasporti e magazzinaggio (195). Dal 2021 le costruzioni sono il settore con più casi ogni anno.

Qual è la causa più frequente di morte sul lavoro?

La caduta dall'alto di persona: 829 casi su 2.667 con dinamica registrata (31,1%). Seguono il ribaltamento di veicoli o mezzi di trasporto (18,0%) e la caduta dall'alto di gravi (13,6%). Le prime tre dinamiche coprono il 62,7% dei casi.

Quanti morti sul lavoro ci sono stati in Italia?

Le denunce con esito mortale all'INAIL: 1.228 nel 2024, 1.208 nel 2023, con punte di 1.742 nel 2020 e 1.472 nel 2021. Il numero è altalenante, senza un calo strutturale netto negli ultimi dieci anni.

L'agricoltura o l'edilizia è più pericolosa?

Dipende dal periodo: l'agricoltura ha più casi analizzati fino al 2018, le costruzioni dal 2021 sono in testa ogni anno. Sul totale 2014-2024 sono quasi appaiate: agricoltura 735, costruzioni 705.

Chi muore di più sul lavoro?

Nel 2024, sui casi analizzati: lavoratori con oltre 3 anni di esperienza (63%), dipendenti a tempo indeterminato (93 casi) ma con presenza marcata di autonomi e irregolari (21); tra i casi con dimensione aziendale indicata, quasi la metà riguarda imprese da 2 a 9 addetti.

Cosa dice Infor.MO? È affidabile?

Infor.MO è il database pubblico INAIL degli infortuni mortali analizzati con un modello di indagine su dinamica, fattori causali e profili. Copre una parte dei decessi denunciati (18,6% nel 2014-2024): è un campione di approfondimento, non il censimento di tutte le morti sul lavoro.

Fonte: INAIL, archivio Infor.MO (InformoWeb), casi mortali analizzati 2014-2024; serie INAIL delle denunce con esito mortale. Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2026. Metodo e limiti nel pulsante "Metodologia, Formule e Fonti" in alto; la pagina Fonti e metodo contiene la metodologia completa.